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Galeata
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mwhaGaleata (mwhqGagliêda in mwhgromagnolo) è un mwhwcomune italiano di mwia2 570 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwjqprovincia di Forlì-Cesena in mwjgEmilia-Romagna. Fino al mwjw1923 fece parte della mwkaProvincia di Firenze.

Il comune comprende l’area dell’antica città umbra di mwkgmwkwMevaniola, della quale rimangono resti archeologici tra cui il foro e le terme. Tra gli edifici storici si citano l’mwlaAbbazia di Sant’Ellero, complesso monastico di origine altomedievale, e la romanica mwlqpieve di Santa Maria del Pantano.

Contents

Storia
Simboli
Musei
Note

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Storia

Fra il mwmgVI e il mwmwIV secolo a.C. gli mwnaumbri, presenti nel territorio da tempo, si ritirarono sulle colline per fuggire ai tentativi di invasione dei mwnqGalli Boi. Spostamento che, con tutta probabilità, segna la nascita di mwngMevanìola, romana dal mwnw266 a.C., così chiamata in onore della florida città umbra mwoaMevania (oggi mwoqBevagna, gemellata con Galeata). Dopo il crollo dell'mwogImpero romano d'Occidente il centro abitato si spostò più a valle, dove sorge l'odierna Galeata.

Alla fine del mwpaV secolo d.C. si colloca tradizionalmente l'insediamento di due opposte comunità, quella del giovane eremita mwpqsant'Ellero e quella del re mwpgTeodorico. In questo periodo nacque la potente abbazia fondata dal Santo, la quale per secoli dominò e amministrò i territori circostanti, arrivando ad avere un vero e proprio sistema difensivo dotato di truppe e di tre rocche (di Santa Sofia, di Civitella e di Pianetto).

Agli inizi del Quattrocento il comune di Galeata entrò a far parte del mwqaGranducato di Toscana, al quale appartenne fino al mwqq1860, come attesta la lapide murata sotto i portici del Palazzo del mwqgPodestà. Nel 1785 fu soppressa la giurisdizione ecclesiastica dell'abate e Galeata passò alla mwqwdiocesi di Sansepolcro, mentre il territorio venne diviso tra questa e la diocesi di mwraBertinoro. Il vescovo di Sansepolcro assunse il titolo di abate di Sant'Ellero.

Con l'annessione del Granducato al mwrgregno d'Italia, dal mwrw1860 al mwsa1923 il Comune di Galeata fece parte della mwsqprovincia di Firenze; nel mwsg1923 venne assegnato alla mwswprovincia di Forlì (attualmente provincia di Forlì-Cesena).

Simboli

Lo stemma utilizzato dal comune anche se privo di formale concessione è blasonato:

«

Partito

d'argento e d'azzurro, al vascello dal fasciame bruno al naturale, fornito di quattro remi visibili e di due alberi, ognuno finito da una bandiera svolazzante a sinistra e partita d'argento e d'azzurro; il vascello attraversante la partizione e vogante in un

mare

d'azzurro, increspato d'argento.»

La mwuagalea è un'mwuqarma parlante.cite-ref-4[4] Il gonfalone è un drappo partito di bianco e di azzurro.

Monumenti e luoghi d'interesse

Caratteristico è il borgo antico, in architetture tipicamente toscane, che copre le attuali vie IV Novembre e Ferdinando Zanetti, percorse in tutta la loro lunghezza da palazzi porticati.

La chiesa principale del paese è San Pietro, neogotica ma con una lapide murata in facciata che ne attesta la fondazione medievale e la chiesa della Madonna dell'Umiltà, che, in un altare barocco appena restaurato, accoglie il dipinto della mwwqMadonna compatrona di Galeata assieme a Sant'Ellero.

Il mwwwTeatro Comunalecite-ref-5[5], di forme neoclassiche, è intitolato al mwyatenore forlivese mwyqCarlo Zampighicite-ref-6[6].

Prima dell'abitato di Pianetto, una deviazione conduce all'area archeologica di mwzwMevaniola dove si trovano i resti di un edificio a pilastri, le terme (con ambiente absidato e canalizzazioni), un piccolo teatro ispirato a modelli ellenistici, con orchestra circolare e cavea poggiante su un terrapieno, preceduto da un lastricato in arenaria e una cisterna che fungeva da acquedotto urbano.

Architetture religiose

Architetture civili

In via IV Novembre si trova il palazzo che fu sede della curia abbaziale di Sant'Ellero fino al mwew1787, nel quale si trova murato lo stemma di mwfaPietro Aldobrandini, cardinale abate commendatario di Sant'Ellero e arcivescovo di Ravenna, che nel 1602 si rifiutò di abbandonare l'antica fabbrica ilariana per ricostruirla in città.

I palazzi maggiormente degni di nota a livello artistico si trovano in via Zanetti: quello dell'Opera Madonnina del Grappa, dalla facciata dipinta; mwfgpalazzo Cenni con una lapide attestante la visita del Granduca Pietro Leopoldo II nel mwfw1834; mwgaPalazzo Zanetti che invece reca una lapide che ricorda la sosta in esso dello stesso Granduca, ma del mwgq1777; palazzo Bardi, palazzo Angeloni, palazzo Versari, tutti recanti gli stemmi delle rispettive famiglie.

Il Palazzo del Podestà, il più importante, fu costruito dalle fondamenta nel mwgw1636, essendo stato abbattuto il precedente, fatiscente. La facciata mostra chiari influssi toscani, ed è articolata su due piani, tripartita secondo la verticale e conclusa da un cornicione ligneo sporgente, alla toscana. La parte inferiore è adibita a portico, suddivisa da una triplice archeggiatura a tutto sesto con pilastri in pietra smussati agli angoli. In corrispondenza del terzo pilastro, tra il primo e il secondo piano, nel mwha1642 venne inserito il mwhqMarzocco Fiorentino, il grande leone di pietra che regge lo stemma del comune e che indica chiaramente l'influenza del mwhgGranducato di Toscana sul territorio galeatese. La parte superiore è caratterizzata dalla presenza di tre finestroni con ghiera e piedritti in bugnato gentile, realizzati nel mwhw1890 (in tale occasione la parte inferiore della facciata venne decorata con un disegno a finto bugnato, eliminato dopo il mwia1938 e sostituito dalla sobria tinteggiatura chiara che lo caratterizza tutt'oggi). Dei numerosi stemmi podestarili che decoravano la facciata attualmente ne rimangono solo quattro (ancora in testimonianze e fotografie del mwiq1934 se ne contavano sette).

Accanto al palazzo sorge la torre civica, poggiante su di un arco analogo a quelli del palazzo, di struttura a vista in conci di pietra serena, culmina col grande orologio, citato sin dal mwiw1613 (e riacquistato in seguito nel mwja1778 e mwjq1844), coperto da una cupola a bulbo retta da quattro grandi aperture.

Davanti alla torre sorge un'antica colonnina in marmo, che porta, su di un capitello in pietra scura a foglie d'acanto stilizzate, una croce bizantina in marmo candido, scolpita su ambo i lati (sul fronte un agnello e un pastorale, sul retro una mano benedicente), posta davanti a quello che un tempo era l'ingresso della città, ossia l'antica via Gallica, tuttora esistente, con pavimentazione ciottolata.

Borgo di Pianetto

Piccolo borgo medievale sormontato da una rocca e raccolto attorno alla mwkqchiesa di Santa Maria dei Miracoli, espressione del mwkgRinascimento toscano (fu fondata nel mwkw1497) con il convento di mwlaFrancescani che, dopo il restauro, è diventato sede del museo civico e archeologico "Mambrini".

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-7[7]

Etnie e minoranze straniere

Galeata è il comune dell'Emilia-Romagna con la percentuale più alta di residenti stranieri (21%). Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 508 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

• mwoaMarocco 157 6,26%
• mwogRomania 65 2,59%
• mwpaSenegal 65 2,59%
• mwpgAlbania 62 2,47%
• mwqaMacedonia 27 1,08%
• mwqgCina 25 1,00%

Cultura

Musei

Museo civico e archeologico "Domenico Mambrini"

Sito nella frazione Pianetto (a due km da Galeata) raccoglie il materiale scavato su iniziativa dell'arciprete mons. Domenico Mambrini (1879-1944). Appassionato di studi archeologici ed archivistici, a lui si deve l'esatta ubicazione del mwtasito archeologico della città romana di mwtqMevaniolacite-ref-tassinari-8-0[8]. Il museo è organizzato in due sezioni:

• Sezione archeologica: sono esposti manufatti dalle mwvaciviltà villanoviana ed mwvqumbra fino all'età mwvgbizantina. Nel museo è conservata una chiave onoraria risalente al mwvwI secolo d.C. simboleggiante il potere della città. Se ne ha solamente un altro esempio in tutta Italiacite-ref-tassinari-8-1[8].
• Sezione storico-artistica: sono esposte ceramiche, dipinti e affreschi, tra cui la mwxqMadonna dell'Umiltà, patrona di Galeata, databile al 1330 circa.

Infrastrutture e trasporti

Galeata è attraversata dalla S.P. 310 "Bidentina" che collega la mwyaRomagna con la mwyqToscana, e dista 34mwyg km da mwywForlì e 35mwza km da mwzqCesena.

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mw1gmw1wmw2aBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mw2qdemo.istat.it, mw2gISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mw3gmw3wmw4aClassificazione sismica (mw4qmw4gXLS), su mw4wrischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mw5wmw6amw6qTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mw6gmw6wPDF), in mw7aciterefmw7qLeggemw7g mw7w26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mw8aAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mw8q 151. mw8gURL consultato il 25 aprile 2012 mw8w(archiviato dall'mw9aurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-44. mw-amw-qmw-gStemma del Comune di Galeata, su mw-wRegione Emilia-Romagna. mw-aURL consultato il 17 settembre 2024.
cite-note-55. mwaqamwaqemwaqimwaqmmwaqqGaleata. Teatro Comunalemwaqu, su mwaqyprovincia.forli-cesena.it. mwaqcURL consultato il 22 novembre 2015 mwaqg(archiviato dall'mwaqkurl originale il 16 febbraio 2017).
cite-note-66. mwaq0mwaq4Il Teatro Comunale di Galeata nel nome di Carlo Zampighi
cite-note-77. Dati tratti da: mwarimwarmmwarqmwarumwaryPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwarcmwargPDF), su mwarkebiblio.istat.it, mwaroISTAT. mwarsmwarwmwar0mwar4Popolazione residente per territorio – serie storica, su mwar8esploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-tassinari-88. mwasyPaola Tassinari, mwascQuel gioiello del Mambrini, in mwasgmwaskLa Voce di Romagna, 8 giugno 2014.

Bibliografia

• Ellero Leoncini, mwas0L'abbazia di Sant'Ellero nel XIV centenario della morte del suo fondatore, 15 maggio 1958., Società Poligrafica Editoriale, Città di Castello, 1958.
• Ellero Leoncini, con prefazione di Piero Bargellini, mwas8L'abbazia di Sant'Ellero., Tip. Moderna F.lli Zauli, Castrocaro Terme, 1981.
• Società di studi romagnoli. A cura di, mwateGaleata: i monumenti, il museo, gli scavi di Mevaniola., La Fotocromo Emiliana, Bologna, giugno 1983.
• Paolo Bolzani, mwatmIdea di Galeata, ambiente archeologia architettura., nuova tipografia snc, Forlimpopoli, 1997.

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Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.galeata.fc.it.
• mwatoSito ufficiale del museo civico Mambrini., su museocivicomambrini.it.